Italia

L’Italia chiede lo status di patrimonio Unesco per il caffè espresso

L’Italia chiederà lo status Unesco per il caffè espresso, sostenendo che è “molto più di una semplice bevanda”.

Segue l’arte del pizzaiolo napoletano che è stato inserito nell’elenco dell’Agenzia delle Nazioni Unite del patrimonio immateriale del mondo nel 2017 mentre l’Italia punta a garantire lo status mondiale per un altro dei suoi simboli di successo.

«È un autentico rito ed espressione della nostra socialità che ci contraddistingue nel mondo», ha affermato Gian Marco Centinaio, sottosegretario all’agricoltura, confermando che la domanda era stata presentata.

L’Espresso divenne rapidamente parte integrante dell’identità nazionale dopo la sua creazione a Torino alla fine dell’Ottocento. Bere l’espresso crea un’occasione per un incontro, per discutere di politica e di calcio, per lamentarsi, per fare pace o per pagare un debito, o semplicemente una scusa per parlare di questo e di quello.

Secondo l’Italian Espresso Institute, fondato nel 1998 con l’obiettivo specifico di salvaguardare e promuovere l’espresso originale, il mercato vale più di 4 miliardi di euro (3,3 miliardi di sterline) all’anno, con oltre il 90% degli italiani che ne bevono una tazza a testa giorno, solitamente servito in una tazza di porcellana.

Le rigide normative dell’istituto per l’espresso perfetto includono l’uso di una miscela di caffè certificata, attrezzature certificate e persino personale autorizzato.

Si specifica che la crema, la schiuma più chiara che si deposita sulla sommità dell’infuso scuro con caffeina, “deve essere uniforme e persistente per almeno 120 secondi dall’erogazione del caffè senza mescolare”. Dice che il suo colore dovrebbe essere “da marrone nocciola a marrone scuro [and] caratterizzato da riflessi fulvi”.

Centinaio ha affermato che la candidatura di espresso è stata anche un modo per celebrare l’interazione sociale dell’Italia, parzialmente interrotta dalle restrizioni Covid.

Precedenti tentativi di inserire il caffè espresso italiano nella lista dell’Unesco sono stati fatti ma mai ufficialmente finalizzati, presumibilmente a causa della turbolenta politica del Paese.

Il sottosegretario all’agricoltura si è detto fiducioso che la commissione nazionale italiana dell’Unesco avrebbe approvato l’offerta, con il verdetto atteso in primavera.

Fonte: theguardian.com

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